Uscito delle salse acque vermiglie,
Montava il sole per l'eterea volta
Di bronzo tutta, e in cielo ai dči recava
Ed agli uomini il dě su l'alma terra:
Quando alla forte Pilo, alla cittade
Fondata da Nelčo, giunse la nave.
Stavano allor sagrificando i Pili
Tauri sul lido, tutti negri, al dio
Dai crini azzurri, che la terra scuote.
Nove d'uomini squadre, e in ogni squadra
Cinquecento seduti, e per ciascuna
Svenati nove buoi, di cui, gustate
Le interďora, ardean le cosce al nume.
La nave intanto d'uguai fianchi armata,
Se ne veněa dirittamente a proda.
Le vele ammainâr, pigliaro il porto,
Nel lido si gittaro. Ei pur gittossi
Telemaco, e Minerva il precedea,
La dea dagli occhi di ceruleo tinti,
Che gli accenti al garzon primiera volse:
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